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Arte britannica : Architettura e struttura del periodo anglosassone
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Il legno fu il primo materiale da costruzione per le grandi aule nelle quali si riunivano le corti. I reperti più importanti sono quelli di Yeavering nel Northumberland, dove all’inizio del VII secolo il re Edwin fece costruire un palazzo, la cui sala principale era lunga più di venti metri e ospitava una sorta di teatro.

 

Delle numerose chiese in legno resta solo il frammento della navata di Saint Andrew a Greensted-Juxta-Ongar (ultimo quarto del IX secolo), nell’Essex, con muri di quercia. Le chiese in muratura dovevano essere circa 400, localizzate su tutto il territorio, soprattutto in Anglia orientale, Kent e Sussex;

erano piccole e avevano pianta semplice, a unica navata e con vani ai lati: ne è un esempio St John a Escomb in Northumbria (VII secolo) che, rimasta quasi inalterata, ha un aspetto sobrio ed è costruita con blocchi di pietra provenienti da edifici romani. In una fase più tarda – attorno all’anno 1000 – la struttura si arricchì con l’aggiunta di navatelle laterali, torri campanarie e affreschi. Vi erano inoltre vetrate: probabilmente la più antica in Europa (datata tra il 680 e l’860), decorata a motivi astratti con colori vivaci, è quella di Saint Paul a Jarrow, nella contea di Durham, il monastero dove visse Beda il Venerabile, la fonte letteraria più autorevole sull’Inghilterra anglosassone.

Numerosissime grandi croci in pietra erano collocate all’aperto e avevano funzioni diverse: erano oggetti di culto, indicavano i luoghi di sepoltura di personaggi eminenti e le stazioni delle processioni funebri dei santi.

La più nota, dell’VIII secolo, è quella di Ruthwell nella contea di Dumfries, alta 5,5 m e scolpita con scene dai Vangeli, tralci di vite e rune. Assai usato era l’avorio ricavato dalle zanne dei trichechi, utilizzato per sigilli, foderi per armi, fibbie, croci, coperture di libri, pissidi.

Gli scriptoria dei monasteri anglosassoni eccellevano nella miniatura dei manoscritti: di grande pregio artistico è il noto Vangelo di Lindisfarne (British Library, Londra), che reca miniate le figure degli evangelisti e contiene pagine decorate con motivi e iniziali policrome che rivelano l’influsso dell’arte celtica. I più antichi manoscritti risalgono alla metà dell’VIII secolo, quando lo scrittorio principale era l’Abbazia di Canterbury. Nel X secolo si sviluppò lo stile della scuola di Winchester, le cui opere sono caratterizzate da colori vivaci, dalla drammaticità delle figure e delle espressioni, dalla morbidezza dei panneggi, come nella Benedizione di Saint Ethelwold (British Library, Londra), opera commissionata tra il 963 e il 984.

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"Arte britannica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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