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Architettura classica : egea, greca, romana
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I metodi di costruzione, le strutture architettoniche e gli stili decorativi elaborati dagli antichi greci e romani vanno sotto il nome di architettura classica. Essa costituì il modello per lo sviluppo della maggior parte dell’architettura occidentale successiva.

La cultura minoica fiorì all’incirca tra il 3000 e il 1200 a.C. e si sviluppò in modo particolare nell’isola di Creta. Il principale monumento minoico rimasto è il Palazzo di Minosse, a Cnosso. Nel Peloponneso, presso Argo, si sviluppò invece la cultura micenea. Le città fortificate di Micene e Tirinto ne sono la testimonianza più importante: vi si trovano esempi straordinari di strutture megalitiche, costruite con pietre di dimensioni colossali, che nel Tesoro di Atreo raggiungono i sei metri di lunghezza.

 

Archiettura greca
Il tempio greco era un edificio sacro retto essenzialmente da colonne. L’attenzione dei costruttori era rivolta più all’esterno che all’interno, anche se proprio nella parte più interna stava la cella con la statua sacra del dio. I templi greci, edificati secondo tipologie abbastanza fisse, possono variare molto per dimensioni: dal piccolo tempio di Atena Nike (430-421 a.C.), di circa 6 × 9 m, sull’Acropoli di Atene, al gigantesco tempio di Zeus (VI secolo a.C.) di Agrigento, in Sicilia, esteso su una superficie di 6400 m². La città greca aveva il suo centro politico e commerciale nell’agorà, la piazza pubblica, sulla quale si affacciavano solitamente un tempio, una sala delle assemblee (bouleutérion), un teatro e dei ginnasi; la piazza era delimitata da un colonnato. La città di Mileto, patria del primo urbanista di cui ci sia giunta notizia, Ippodamo, ha una struttura ad assi ortogonali, che delimitano zone destinate a diverse attività.
Architettura romana

L’architettura romana costituisce l’evoluzione di quella greca. Oltre che con una propria interpretazione degli ordini architettonici, i romani si svincolarono dai rigidi dettami greci sostituendo al sistema trilitico strutture in laterizio; tale materiale fu impiegato anche in grandi opere ingegneristiche, come strade, canali, ponti e acquedotti.

L’uso dell’arco e della volta mosse con forme curvilinee le strutture degli edifici: muri concavi generarono spazi semicircolari (vedi Abside) all’estremità di un asse, e la copertura a cupola rappresentò una delle massime invenzioni dei costruttori romani. Se ne ha un esempio superbo nel Pantheon (118-128 d.C.), fatto ricostruire dall’imperatore Adriano, nel quale una cupola di 43,30 metri di diametro copre un enorme vano a pianta circolare.

Un’altra importante innovazione fu la volta a crociera, formata dall’intersezione di due volte a botte su un ambiente a pianta quadrata. Le volte a crociera trovarono applicazione soprattutto nelle terme e nelle basiliche (edifici adibiti a tribunali e attività commerciali). Forme architettoniche specificamente romane sono inoltre l’arco trionfale e l’anfiteatro.

Roma era il centro dell’impero: fu perciò in questa città che massimamente si concentrò l’attività edilizia promossa dagli imperatori. Il foro, punto nevralgico dell’Urbe, ospitava templi, basiliche, mercati, edifici pubblici e colonne trionfali. L’estensione dell’impero romano a gran parte dell’Europa e a regioni dell’Africa e dell’Asia portò alla diffusione delle forme architettoniche romane

Arco di Costantino, Roma
Arco di Costantino, Roma. Encarta
anche lontano da Roma: in molte città francesi, tedesche, inglesi, africane e asiatiche rimangono tracce di fori monumentali, anfiteatri e templi dell’epoca romana. "Architettura," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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