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Problemi e tutela dell’ambiente in Italia
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Le tematiche ambientali che interessano il territorio italiano sono: il dissesto idrogeologico, la gestione dei rifiuti, la tutela delle acque, l’inquinamento atmosferico, la tutela del patrimonio naturale.

L’abbandono di pratiche manutentive del suolo e la forzata regimazione dei corpi idrici hanno portato ad accentuare la vulnerabilità del suolo e al verificarsi di gravi episodi quali le alluvioni del 1993-94 nel bacino padano occidentale e la valanga di fango che ha travolto l’abitato di Sarno nel 1998. Pratiche agricole caratterizzate da lavorazioni profonde e continue del terreno, associate alla scomparsa dell’attività zootecnica in pieno campo, hanno portato alla riduzione della disponibilità della sostanza organica e hanno contribuito a incrementare le perdite di terreno dovute ai processi erosivi. La riduzione delle lavorazioni e l’adozione di tecniche quali la pacciamatura eseguita con diversi materiali, tra i quali i residui colturali, portano alla riduzione del pericolo di erosione.

 

Le acque italiane subiscono contaminazioni di natura microbiologica, da nitrati, metalli e solventi vari; la qualità delle acque sotterranee viene messa a rischio dal permanere di reti fognarie obsolete, che possono essere soggette a perdite e a interferenze del settore agro-zootecnico, che può a sua volta contaminare le falde attraverso prodotti di uso comune quali gli erbicidi. La qualità dei corpi idrici è spesso scadente e, in particolare nei principali bacini idrografici, si rivela la presenza di tratti particolarmente compromessi, in particolare a valle delle grandi città. Misure di tutela prevedono l’utilizzo degli impianti di depurazione, che vengono adottati per le città e per le strutture industriali in grado di contaminare le acque.

Al fine di assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, consentire una fruizione razionale del patrimonio idrico e tutelare gli aspetti ambientali, nel 1989 è stata emanata la legge n. 183. Per tutti i bacini idrografici sono stati predisposti piani che individuano le aree a rischio e le opere da realizzare per garantire la sicurezza delle popolazioni. Per realizzare tali misure vengono previsti investimenti volti a realizzare una manutenzione e un controllo del territorio più efficaci.

Grazie ai molteplici interventi attuati, nel 1999 la percentuale delle coste italiane in cui non era consentita la balneazione per ragioni di inquinamento è calata dal 6,1% al 5,6%. Per quanto riguarda il problema dello smaltimento dei rifiuti, si assiste alla continua crescita della produzione dei rifiuti con un incremento del 4% tra il 1995 e il 1998.

È però importante sottolineare come stiano crescendo, anche grazie a una maggiore sensibilità per la tutela dell’ambiente da parte dei cittadini, metodi di recupero e riciclaggio dei rifiuti quali la raccolta differenziata e il compostaggio dei rifiuti urbani (vedi Smaltimento dei rifiuti solidi). La concentrazione delle polveri sospese, in particolare nelle aree urbane, causa problemi di carattere respiratorio e cardiovascolare; l’anidride solforosa e gli ossidi di azoto danno luogo alla formazione delle piogge acide.

Il traffico nelle città rappresenta un’importante emergenza ambientale: in Italia buona parte delle merci viaggia su strada, mentre il loro trasporto su ferrovia è ancora limitato, anche se permane l’intenzione di ristrutturare e potenziare la rete ferroviaria. Altre misure prevedono lo sviluppo di veicoli a basso impatto ambientale, l’applicazione di limiti più severi per alcuni inquinanti, quali il benzene, e interventi per limitare l’inquinamento acustico e quello elettromagnetico. Per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico, che rappresenta una problematica emergente, il decreto ministeriale n. 381/98 ha posto i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli impianti delle telecomunicazioni e radiotelevisioni, al fine di prevenire eventuali danni dovuti ad esposizioni prolungate. Al gennaio del 2001 risale la legge sull’elettrosmog, grazie alla quale sono stati posti

Lyskamm gruppo del Monte Rosa
Lyskamm gruppo del Monte Rosa. Encarta
nuovi limiti per l’esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti. Con la Conferenza di Kyoto, tenutasi nel dicembre del 1997, sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere per ridurre l’inquinamento atmosferico e, in particolare, l’emissione dei gas in grado di contribuire alle modificazioni del clima. Per l’Unione Europea è stato fissato al 2008-2012 l’obiettivo di una riduzione delle emissioni di gas serra dell’8% rispetto al 1990. In ambito europeo, all’Italia spetta il compito di ridurre nel medesimo arco temporale tali emissioni del 6,5%. Inoltre continuano le ricerche finalizzate all’affermazione di fonti energetiche rinnovabili e ad aumentare la produzione di energia elettrica.
Una tematica ambientale di rilievo è rappresentata dal patrimonio naturale: si stima che il patrimonio faunistico sia costituito da oltre 57.000 specie, di cui i vertebrati rappresentano meno del 3%. Poiché molti habitat non vengono ancora tutelati e sono soggetti a fenomeni di degrado, accade che circa il 50% della fauna di vertebrati si stia riducendo; d’altra parte la vegetazione urbana viene danneggiata anche dall’inquinamento atmosferico, mentre dal 1994 al 1999 ben 580.000 ettari di territorio sono stati danneggiati da incendi di origine dolosa.

Le leggi n. 1497 del 1939 e n. 431 del 1985 (la legge Galasso) hanno sottoposto a vincolo paesaggistico circa il 47% del territorio: ciò significa, ad esempio, che sono state identificate zone di particolare interesse ambientale che vanno tutelate, come le zone costiere comprese in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia.

Di fondamentale importanza è l’azione svolta dai parchi nazionali, regionali e dalle riserve marine. In pochi anni l’Italia, come si è detto, è passata da cinque parchi nazionali (Gran Paradiso, d’Abruzzo, Stelvio, Circeo, Calabria) a venti, cui vanno aggiunte numerosissime riserve naturali statali, oltre ottanta parchi naturali regionali, quasi duecento riserve naturali regionali, un centinaio di altre aree protette di diversa classificazione e oltre quindici riserve marine statali.

Gruppo delle Odle
Gruppo delle Odle. Encarta
Infine, con l’obiettivo di valutare la compatibilità ambientale di singole opere oppure di politiche, strategie e programmi, viene attuata la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): essa rappresenta uno strumento di supporto alle decisioni che riguardano la gestione degli interventi sul territorio e serve a valutare, migliorare e prevenire possibili rischi che le attività umane possono comportare all’ambiente circostante. "Italia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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