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Questioni ambientali della Corea del Nord
Fotografie Corea del Nord

La Corea del Nord non produce abbastanza cibo da essere autosufficiente e si basa sulle importazioni agricole per sfamare la popolazione. Soltanto il 23,3% (2005) del territorio è coltivabile e il 12,1% (2003) è irrigato. Le inondazioni verificatesi nel corso del 1995 e gli scarsi raccolti negli anni successivi hanno portato a una grave penuria di cibo.

 

Uno studio congiunto dell’UNICEF e dell’UE (Unione Europea) nel 1998 ha riscontrato che il 62% dei bambini ha una crescita difficile, in particolare a causa della malnutrizione cronica. Gli Stati Uniti d’America, l’Unione Europea, la Corea del Sud e le organizzazioni internazionali di assistenza hanno avviato iniziative umanitarie su larga scala per alleviare la carestia.

Le foreste coprono il 51,3% del paese. Nel 1993 l’ONU ha riconosciuto due aree protette in Corea del Nord – il Parco nazionale del monte Kŭmgang, nella zona sudorientale, e il monte Paektu, al confine con la Cina – anche se soltanto il 2,4% (2007) della superficie è ufficialmente tutelato. Dagli anni Settanta la politica governativa si prefigge di ripiantare le foreste disboscate in passato. Lungo i confini della Corea del Nord è stato sepolto un numero indeterminato di mine terrestri che minacciano la popolazione umana e animale.

La Corea del Nord ha ratificato il Trattato Antartico e accordi internazionali in materia di inquinamento marino, tutela della biodiversità, cambiamento climatico e protezione dell’ozonosfera.

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Fauna della Corea del Nord
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